autismo e carnosina

Sommario

La carnosina come possibile alleata per la condizione di autismo

La carnosina è una proteina formata da due amminoacidi: istidina e β-alanina. E’ presente in tutti gli esseri viventi, soprattutto nei muscoli, nel cervello e nel cuore. Ad essa si associano numerosi benefici che, secondo alcuni studi, la renderebbero anche una delle possibili alleate in caso di autismo. 

La carnosina a cosa serve?

La carnosina espleta numerose funzioni che la rendono indispensabile per la salute dell’essere umano e la convertono in un elisir di lunga vita. 

Se vi state domandando a cosa serve, ecco alcuni dei benefici ad essa correlati: 

  • contribuisce al miglioramento della prestazione sportiva. L’acido lattico è responsabile dell’abbassamento dei livelli del Ph muscolare, che compromette la qualità della performance. La carnosina è in grado di diminuire l’accumulo di acido lattico e quindi di mantenere il Ph ai giusti livelli, garantendo una prestazione migliore 
  • combatte l’invecchiamento e riduce la possibilità di sviluppare tumori e molte altre patologie, fra cui quelle cardiovascolari e neurodegnerative. Infatti, previene la formazione degli AGE (Advanced Glycation End Product) impedendo la glicazione, ovvero impedendo che gli zuccheri si leghino alle proteine del collagene, riducendone le funzioniIl collagene è essenziale per mantenere tessuti connettivi (come la pelle), organi e muscoli giovani ed elastici, e contribuisce alla guarigione delle ferite 
  • è un antiossidante: stabilizza la membrana delle cellule, proteggendole dallo stress ossidativo e neutralizzando i radicali liberi. Ha quindi caratteristiche citoprotettive e neuroprotettive  
  • regola i livelli di zinco e rame nelle cellule neuronali, nelle aree dei recettori dell’acido γ-amminobutirrico (GABA)Il GABA è uno dei piu importanti neurotrasmettitori con funzione inibitoria (ossia, regola l’eccitabilità neuronale), e la carnosina ne sostiene il meccanismo, aiutando a combattere malattie come l’epilessia. 

Perché l'idea di inserire la carnosina tra le cure per l’autismo

Grazie all’insieme delle sue proprietà, la carnosina si rivelerebbe un’ottima opzione fra le cure per l’autismoper esempio aiutando a contrastare l’insorgere di patologie che si sviluppano in comorbidità con la condizione, come l’epilessia e disturbi del sonno. 

A tal proposito, uno studio pubblicato nel 2018 dal Basic & Clinical Pharmacology & Toxicology ha dimostrato che la carnosina migliora la qualità del sonnoL’esperimento, durato due mesi, è stato eseguito in doppio-cieco su 43 soggetti interessati da disturbi dello spettro autistico fra i 4 e i 16 anni. Mentre una parte di essi ha ricevuto un placebo, all’altra sono stati somministrati 500mg di carnosina. A fine ricerca, si è registrato un miglioramento nei disturbi del sonno in chi ha ricevuto la proteina, anche se non si sono rilevati effetti sui sintomi direttamente collegati ai DSA. 

Un altro studio a doppio-cieco svolto dal Sutter Neuroscience Institute di Sacramento (Calfironia), tuttavia, sembrerebbe sostenere il contrario: 31 bambini con disturbi dello spettro autistico sono stati divisi in due gruppi: ad uno era destinato il placebo e all’altro una dose di 800mg di l-carnosina. A distanza di 8 settimane, basandosi su alcuni test specificisono state notate nel secondo gruppo migliorie nel comportamento, nel linguaggio recettivo e nella socializzazione. 

Trattare l’autismo con la carnosina: sì o no?

I risultati della ricerca svolta in California sono molto promettenti: nonostante ciò, la scienza non è giunta ancora ad una conclusione certa e alcuni medici sollevano dei dubbi nell’impiego della carnosina nei casi di autismo, sostenendo un peggioramento del quadro clinico: aumento dell’iperattività e peggioramento dei tratti autistici, anche dopo molto tempo dall’ultima somministrazione della sostanza. 

Pertanto, qualora si volesse intraprendere un trattamento a base di questa proteina, si consiglia sempre di rivolgersi al proprio medico curante o ad uno specialista. 

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