test disprassia

Sommario

Principali test per riconoscere la disprassia nei bambini

Non riuscire a compiere movimenti semplici e gesti quotidiani oppure faticare nel parlare con fluidità, sono difficoltà che influenzano pesantemente alcuni individui, sia bambini che adulti. Tra questi, in molti crescono e vivono la propria maturità senza sapere che gli ostacoli motori che combattono ogni giorno possono essere legati ad una condizione particolare, ovvero la disprassia. Pur non avendo una cura, è fondamentale individuare il prima possibile questo impedimento, in modo da permettere alla persona che ne soffre di intraprendere un percorso fisico e psicologico che possa aiutarla ad accettarsi e ad affrontare e controllare le difficoltà in una maniera nuova ed efficace.

Grazie agli studi e ai progressi della medicina, trattare la disprassia significa migliorare il proprio stile di vita e il benessere psicofisico. Talvolta, per alcuni bambini, diversi sintomi di questa condizione tendono a scomparire con la crescita. Facendo affidamento a professionisti del settore, come lo psicoterapista infantile o il neurologo, sarà possibile valutare se la persona vive questa condizione tramite strumenti diagnostici come anamnesi e questionari, e agire di conseguenza.

Qui di seguito illustreremo i test più utilizzati per individuare la disprassia.

Test Movement ABC-2

Il Movement Assessment Battery for Children – Second Edition è uno strumento che ha l’obiettivo di identificare un ritardo o una compromissione dello sviluppo motorio ed è rivolto a bambini che non presentano deficit intellettivi o disturbi dovuti a lesioni. Non è solamente un test di screening ma viene usato anche durante il trattamento successivo alla diagnosi. È suddiviso in 3 sezioni: la prima è il test vero e proprio, con 24 prove, inserite in gruppi relativi a diverse fasce d’età. Si prendono in considerazione 3 elementi, quali la destrezza manuale, l’equilibrio e la capacità di mirare e afferrare.

La seconda sezione è dedicata all’osservazione, è rivolta ai genitori o tutori ed è composta da 43 item in 3 sezioni. I dati raccolti sono frutto dell’esperienza quotidiana di tutte quelle figure che circondano il bambino con sospetta disprassia. La terza sezione è un manuale che chiarisce l’utilizzo dei dati raccolti e il tipo d’intervento che si farà.

Test TPV

Questo strumento è dedicato a bambini tra i 4 e i 10 anni e ha lo scopo di valutare la capacità visive e percettive e la dimestichezza nel comportamento motorio legato alle indicazioni visive. Il professionista osserva abilità differenti ma collegate tra loro attraverso 8 subtest, ognuno con prove ad alto o basso coinvolgimento motorio. Nello specifico i subtest trattano aree come i rapporti spaziali, la velocità visuo-motoria, la coordinazione occhio-mano e le copiature e riproduzione.

Questionario Mac Arthur

Questo strumento di screening logopedico, conosciuto nella sua forma abbreviata come Il Primo Vocabolario del Bambino: Parole e Frasi, valuta lo sviluppo del linguaggio e cerca di capire se il lessico ridotto di un bambino è legato a delle difficoltà specifiche come la disprassia. Rivolto ad una fascia d’età fra i 18 e i 36 mesi, si divide in diverse sezioni piuttosto semplici. La prima è una lista di parole, che il genitore deve crocettare se riconosce che il figlio le pronuncia spontaneamente nella quotidianità. La sezione successiva approfondisce la complessità delle frasi che il bambino riesce a comporre e infine vi sono una serie di affermazioni che possono rispecchiare i comportamenti del piccolo.

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